Dune del Sahara mauritano
Viaggio ANM - Coordinatore Riccardo De Massimi

Mauritania Adrar

Tra sabbia e oceano: un percorso che toglie il superfluo e restituisce l'essenziale

20 – 29 Novembre 2026 • 10 giorni
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Il viaggio

La Mauritania è uno Stato dell'Africa nord-occidentale affacciato sull'Oceano Atlantico e confinante con il Sahara Occidentale, l'Algeria, il Mali e il Senegal: un punto di incontro geografico e culturale tra Africa araba e Africa subsahariana.

Viaggiare in Mauritania non è una vacanza, è una prova di adattamento continuo: un percorso che, chilometro dopo chilometro, ti toglie il superfluo per restituirti l'essenziale. Qui l'emozione si nutre di contrasti violenti, tutti legati a un unico, immenso comun denominatore: il deserto.

È una terra dove le sabbie infinite lottano senza tregua con i massicci rocciosi per guadagnare spazio. È la stessa lotta impari che per secoli hanno combattuto le genti di Chinguetti e Ouadane, entrambe Patrimonio UNESCO, custodi di tesori inestimabili sottratti alle dune che avanzano per sommergere ogni cosa.

Di fronte a questa tenacia ci si sente piccoli: non solo davanti alla maestosità del Guelb er Richat, "l'Occhio del Sahara", che la mente può solo provare a immaginare nella sua interezza, ma soprattutto davanti alla dignità silenziosa dei villaggi, dove la vita resiste con poco – datteri, capre e una pace antica – nel cuore di un nulla infinito.

Il deserto sa essere duro. Le tempeste di sabbia ti avvolgono all'improvviso, cancellando il mondo attorno a te e riempiendoti occhi e narici; in quei momenti non resta che aspettare, immobili, per poi godere del sollievo profondo di un cielo stellato che, calato il vento, riporta la pace fuori e dentro di te.

Della Mauritania si sa poco, e per approfondire bisogna cercare in internet e in guide anche datate: è tornata solo da poco a essere frequentata dal turismo, dopo un periodo di instabilità. È un paese grande, oltre un milione di km² (tre volte l'Italia), ma poco popolato: circa 6 milioni di abitanti, concentrati soprattutto a Nouakchott e Nouadhibou. Si compone sostanzialmente di tre ambienti: un deserto vario, con formazioni rocciose nell'Adrar; una fascia costiera in cui le dune incontrano l'Atlantico; una zona meridionale più umida, a cavallo del fiume Senegal.

È una meta fantastica per chi è attratto dalle dune, dalle oasi e dai paesaggi sconfinati, con la vista che si perde nell'immensità del Sahara, uno spazio senza tempo e senza dimensione, dove dune infinite bianche e oro si mescolano danzando con il vento e la notte si accende di stelle. Un viaggio ricco anche di antiche città carovaniere, biblioteche, canyon e villaggi nomadi dove il tempo sembra essersi fermato, capace di offrire scorci di assoluta e primordiale bellezza.

L'Adrar

La regione dell'Adrar è fatta di erg sabbiosi, dune alte e ondulate, altopiani rocciosi spogli, pianure ghiaiose e vaste aree modellate dal vento. Alte falesie delimitano altopiani di arenaria incisi da profonde faglie, lungo le quali corrono uadi punteggiati di palmeti e villaggi: dove le falde sotterranee lo permettono crescono palme da dattero, orti e piccoli insediamenti, mentre i nomadi allevano capre e cammelli, in una complementarietà tra nomadi e sedentari ancora pienamente visibile.

I villaggi delle oasi sono però poco abitati: si animano soprattutto in luglio, con la guetna, mentre negli altri periodi la gente si sposta in città per lavorare. Gli incontri con la popolazione locale sono dunque sporadici, di solito con le donne ai mercatini, dove gli oggetti in vendita sono esposti con ordine.

Le città carovaniere di Chinguetti e Ouadane, pur "consumate" dal vento e dalla sabbia, restano affascinanti per il loro passato e per il tentativo di conservare antiche biblioteche e manoscritti, un impegno che vede coinvolte molte ONG e di cui si trovano interessanti approfondimenti sul web.

La costa

Poi il paesaggio muta ancora e il deserto si tuffa nell'oceano, in uno spettacolo grandioso dove le dune, gialle e rosse, alcune cosparse di conchiglie, incontrano le onde. Qui la vita è quella dei pescatori: un lavoro duro, fatto di giorni in mare, che oggi si apre all'incontro con il viaggiatore in uno scambio di sguardi e di necessità.

Il nostro percorso

Si parte da Nouakchott, la giovane capitale affacciata sull'Atlantico ai margini del Sahara, dove muri e strade lottano ogni giorno contro l'invasione della sabbia. Il primo giorno, dopo il tratto d'asfalto fino ad Akjoujt, comincia la pista e il panorama non è più monotono: le dune dell'Erg Amatlich ad Azoueiga, i passi e le oasi dell'Adrar, fino a Chinguetti. Poi il Guelb er Richat e Ouadane, un tuffo nella storia tra le viuzze di pietra della città vecchia.

Nel cuore del deserto, dove il vento modella le dune e il tempo sembra sospeso, raggiungeremo Ben Amira, che attirerà il nostro sguardo e non lo lascerà più, e la sua compagna Aïsha, lungo la ferrovia del deserto dove forse il leggendario treno del ferro ci sfreccerà accanto. Arriveremo infine sulla costa del Banc d'Arguin, da Iwik a Tiwilit, in uno dei percorsi più belli di tutto il viaggio.

La Mauritania, tra sabbia e oceano, è anche il luogo perfetto per un viaggio interiore. Camminare sulle dune, ascoltare il vento e osservare il cielo stellato nel cuore del Sahara permette di riconnettersi con sé stessi: il deserto, con la sua vastità, spoglia l'anima dalle distrazioni e invita al silenzio e alla meditazione.

10
giorni
4x4
+ tenda nel deserto
~2.240
km di percorso
2
siti UNESCO (Chinguetti, Ouadane)
~25°C
giorno / notti fresche
MRU
Ouguiya (contanti)

🧭 Coordinatore del viaggio

Riccardo De Massimi

Mappa dell'itinerario

Ogni giorno ha il suo colore: tocca un giorno per ingrandire il tratto. Linea continua = strada o lungo la ferrovia, tratteggiata = pista nel deserto.

Meteo

Condizioni attuali e previsioni a 7 giorni per le tappe principali (aggiornamento automatico). Clima e periodo migliore sono descritti negli Approfondimenti.

Caricamento previsioni…

Programma descrittivo giorno per giorno

Per ogni giorno: il programma, la descrizione delle tappe e i consigli su cosa non perdere. Distanze e tempi di guida sono indicativi; eventuali variazioni restano possibili, decise dal gruppo nello spirito dell'autogestione.

1Ven20 Nov

Italia → Casablanca → Nouakchott

✈ Volo🏨 Hotel

📅 Programma

Volo con scalo a Casablanca. Arrivo a Nouakchott, accoglienza in aeroporto e trasferimento in hotel per il pernottamento.

📍 Consigli del giorno

  • Aeroporto di Nouakchott-Oumtounsy: se il gruppo arriva in orario utile, compra qui la SIM locale (serve il passaporto) e cambia un primo gruzzolo di ouguiya.
  • Tieni in bagaglio a mano una felpa: la sera sull'oceano è fresca e ventilata.
Tieni a portata di mano visto e passaporto. Porta euro in contanti da cambiare: le carte sono accettate in pochissimi posti.
2Sab21 Nov

Nouakchott → Akjoujt → Azoueiga

🚐 Minibus + 4x4📏 350 km · 5 h⛺ Campo tendato

📅 Programma

Prima colazione in hotel e partenza per l'oasi di Azoueiga. Pranzo e passeggiata tra le dune. Cena e pernottamento in campo tendato.

Akjoujt

Capoluogo dell'Inchiri, che sulle vecchie carte compare ancora con il nome di Fort-Repoux (usato fino al 1969), è una città mineraria di rame e oro priva di grandi attrattive. A ovest dell'abitato un grande giacimento di rame è in attività da decenni, oggi gestito da una società canadese.

Erg Amatlich

Un vasto campo di dune che si estende dalle falesie di Tifoujar fino alla zona di Akjoujt, nel sud della regione dell'Adrar. Offre paesaggi molto vari: canyon, oasi, dune color ocra a perdita d'occhio e altopiani rocciosi.

Azoueiga

Nel cuore dell'Erg Amatlich, circa 300 km a nord-est di Nouakchott, si trovano alcune delle dune più alte della Mauritania. Da Akjoujt si prosegue verso nord-est su pista, tra piccoli villaggi e palmeti. Azoueiga è una grande oasi di oltre 5 km²: una sorgente d'acqua dolce che affiora dal sottosuolo nutre un fitto palmeto da dattero, in netto contrasto con il deserto circostante. Gli abitanti sono nomadi che vivono in tende tradizionali e si dedicano all'agricoltura e all'allevamento di piccoli animali.

📍 Consigli del giorno

  • Prima di lasciare Nouakchott: ultimo bancomat e ultimi negozi forniti per acqua, snack e pile. Da qui in poi solo contanti.
  • Akjoujt: sosta per carburante e tè.
  • Azoueiga: sali su una duna alta per il tramonto, la luce radente sulle palme è tra le più belle del viaggio.

🗺 Vedi il tratto del giorno 2 sulla mappa

3Dom22 Nov

Azoueiga → Tifoujar → Vallée Blanche → Terjit

🚗 4x4📏 210 km · 5 h⛺ Campo tendato

📅 Programma

Dopo la prima colazione, attraversamento del passo di Tifoujar e sosta alla Vallée Blanche. Pranzo e visita all'oasi di Toungad. Proseguimento per Terjit. Cena e pernottamento in campo tendato.

Passo di Tifoujar

Aggirata la base dell'Erg Amatlich, ci si addentra nell'altopiano dell'Adrar e, attraverso il superbo passo di Tifoujar, si scende sul fondo della valle: un paesaggio grandioso. Da qui si accede alla Vallée Blanche; proseguendo lungo gli intagli del canyon di Tezent, dove tra rocce scure e sabbia prosperano bellissime acacie, si raggiunge l'oasi di Terjit. Sui rilievi sopra l'oasi si trovano pitture rupestri preistoriche e, più avanti, si apre l'ampio uadi sabbioso di Ichif.

Vallée Blanche

Conosciuta anche come El Abiod, è una vasta valle invasa da dune candide che si estende tra due grandi pareti di arenaria scura: le sabbie risalgono i fianchi dei rilievi fino quasi a lambirne le creste, tanto che di quella che era una catena di monti oggi spuntano soltanto le cime. Ai margini di questo mare di sabbia la vegetazione superstite testimonia l'esistenza, non lontana nel tempo, di una vastissima oasi. Bellissima anche l'area della grande duna di Azwega.

Oasi di Toungad

Una delle perle più nascoste dell'Adrar e tra le oasi più estese della regione. È nata dall'affioramento di acque sotterranee che, scorrendo su strati impermeabili, emergono nelle depressioni del terreno formando sorgenti naturali intorno alle quali crescono palmeti e vegetazione lussureggiante. È abitata da comunità che mantengono uno stile di vita semplice e autentico, legato ai ritmi del deserto.

Aoujeft

La cittadina sorge all'incrocio delle piste che arrivano dalla Vallée Blanche, da Terjit, da Chinguetti e da quelle dirette a sud verso il Tagant. Pur essendo più recente delle città storiche, fu fondata nel XVIII secolo e durante il periodo coloniale ebbe un ruolo strategico: lontana dalle principali vie di penetrazione francesi e incastonata ai piedi del massiccio dell'Adrar, fu spesso base arretrata di chi si opponeva ai francesi. Da qui partì nel 1905 l'attacco a Tidjikja in cui fu ucciso Xavier Coppolani, il militare e amministratore francese che ebbe un ruolo determinante nell'assoggettamento della Mauritania, anche grazie ad accordi con alcune confraternite sufi. Oggi è una tranquilla cittadina.

📍 Consigli del giorno

  • Passo di Tifoujar: chiedi una sosta in cima, il colpo d'occhio sull'altopiano e sull'erg sottostante merita la foto.
  • Oasi di Toungad: bel palmeto da girare a piedi dopo pranzo; è il posto giusto per assaggiare e comprare datteri dell'Adrar.

🗺 Vedi il tratto del giorno 3 sulla mappa

4Lun23 Nov

Terjit → Mhairett → Agrour → Chinguetti UNESCO

🚗 4x4📏 140 km · 4 h🏠 Auberge

📅 Programma

Dopo la prima colazione, visita dell'oasi di Terjit con una breve passeggiata. Proseguimento per l'oasi di Mhairett e sosta ad Agrour, con vista su Fort Saganne. Pranzo. Arrivo a Chinguetti e visita a una delle biblioteche storiche prima del tramonto. Cena e pernottamento all'Auberge L'Eden de Chinguetti.

Oasi di Terjit
L'oasi di Terjit, tra pareti di roccia e sorgenti

Oasi di Terjit

A circa 40 km a sud di Atar, Terjit è una delle oasi più suggestive della Mauritania e probabilmente la più turistica. Il villaggio, abitato da circa 300 persone con scuola e infermeria, precede l'oasi vera e propria, che si raggiunge con un sentiero di circa 2 km: una gola protetta da alte pareti di roccia rossa, sempre più stretta, dove cresce un'insolita foresta di palme da dattero secolari.

È una delle poche oasi del paese con una sorgente perenne a flusso libero. Anzi, le sorgenti sono due: da una sgorga acqua calda, dall'altra acqua fredda, che si uniscono in piccole cascate e in un ruscello più ricco nella stagione fresca (novembre–aprile). Le due vasche naturali che si formano sono ideali per un bagno rigenerante, a condizione di non usare sapone né shampoo. La gola crea un microclima fresco e umido, unico nel deserto circostante; dal fondo dell'oasi si può salire sull'altopiano che la domina.

Prima di diventare meta turistica, Terjit è stata per secoli luogo di riposo e rifugio per carovane e viandanti, e conserva un forte valore spirituale: tradizionalmente vi si celebravano cerimonie sacre, matrimoni e persino incoronazioni.

Mhairett

Una delle oasi più grandi dell'Adrar, nel comune di Maaden (dipartimento di Aoujeft), a circa 30 km in linea d'aria da Atar. Si trova in un uadi e il suo palmeto è molto più esteso di quello della vicina Terjit. Il paesaggio è un fitto intreccio di palme, di tikit, le abitazioni tradizionali in foglie di palma circondate da zeriba (recinti di rovi), dune e falesie rocciose; più a sud si trovano praterie e laghi che si ingrandiscono dopo la stagione delle piogge. Al centro del villaggio spiccano gli edifici in fango e la moschea. La storia di Mhairett si intreccia con quella delle rotte carovaniere trans-sahariane: le sue origini sono legate a popolazioni berbere e nomadi che vi si stabilirono in cerca di acqua e terra fertile, facendone nei secoli un importante centro agricolo.

Agrour Amogjar – pitture rupestri

L'Agrour è una cima di 690 m nei pressi del passo di Amogjar, nell'altopiano centrale. I suoi piccoli ripari naturali ospitano una ricca collezione di pitture rupestri, purtroppo in parte degradate, suddivise in otto gruppi stilistici che vanno dal periodo "pastorale" ai graffiti più recenti: cerchi geometrici a raggiera, impronte di mani, animali selvatici come giraffe, leoni e coccodrilli, mandrie di bovini e scene collettive. Il complesso più importante è un fregio di danzatori. Dall'area si godono anche ampie vedute sull'Adrar.

L'arte rupestre mauritana è più rara di quella del Sahara centrale e orientale, ma racconta la stessa evoluzione: dalle incisioni della grande fauna ai pastori con i bovini, fino al cavallo; le opere più antiche sono le più belle, e spesso la stessa roccia è stata incisa in epoche diverse, dalla protostoria al Medioevo. Queste immagini ricordano che il Sahara, oggi iperarido, conobbe in epoche remote condizioni ambientali diverse e una presenza umana più continua.

Fort Saganne

Costruito all'inizio degli anni Ottanta in cima al passo di Amogjar, vicino all'oasi di Mhairett, come set dell'omonimo film del 1984 con Gérard Depardieu, Sophie Marceau, Philippe Noiret e Catherine Deneuve. Il romanzo di Louis Gardel da cui è tratto è ambientato in Algeria, al confine con il Marocco, ma per motivi di sicurezza le riprese si svolsero in Mauritania. In fase di restauro, si può avvicinare e girarci intorno: pur sembrando in rovina conserva uno stile tradizionale e soprattutto una posizione spettacolare sul passo, che ne ha fatto una tappa iconica dei viaggi nel deserto mauritano.

Chinguetti

È una delle mete più emblematiche della Mauritania, annidata ai piedi delle grandi dune dell'Erg Ouarane. Il sito era abitato già nell'VIII secolo (i resti di Abeur, appena fuori dall'abitato attuale, risalgono al 777); probabilmente distrutta dagli Almoravidi, la città fu rifondata nel XIII secolo e divenne presto un centro fortificato lungo la via carovaniera tra Mediterraneo e Africa subsahariana. Qui si fermavano le carovane di migliaia di dromedari che trasportavano sale, oro, stoffe e beni di lusso verso Timbuctù, Marrakech, il Senegal e il Mali, e da qui partivano i pellegrini mauri diretti alla Mecca. Nel periodo di massimo splendore, tra il XVII e il XIX secolo, contava fino a ventimila abitanti, dodici moschee e venticinque scuole coraniche, e il suo nome fu a lungo usato per indicare l'intera Mauritania. Il nome significa "sorgente dei cavalli" o "sorgente di montagna".

Chinguetti fu anche un faro di sapere: oltre agli studi religiosi, le sue scuole insegnavano diritto, retorica, astronomia, matematica e medicina, attirando studiosi anche stranieri. Oggi è spesso definita la "settima città santa dell'Islam", un titolo che però non ha un riconoscimento canonico: le uniche città sacre per l'intero mondo musulmano sono La Mecca, Medina e Gerusalemme, mentre le graduatorie successive variano a seconda della tradizione. Dal 1996 è iscritta, con Ouadane, Tichitt e Oualata, nel sito UNESCO degli antichi ksour della Mauritania.

La parte più affascinante è lo ksar, il dedalo di vicoli del centro storico, con edifici in pietra a secco color ocra e mattoni di fango, strade strette pensate per spezzare il vento e creare ombra, e porte in legno finemente scolpite. Il cuore della città è la moschea del XVI secolo, il cui minareto quadrato alto una decina di metri, costruito senza malta e sormontato da cinque uova di struzzo che simboleggiano i pilastri dell'Islam, è diventato un emblema del paese.

Il vero tesoro sono le biblioteche private, custodite da generazioni dalle famiglie discendenti delle antiche stirpi carovaniere (tra cui Ahel Ahmed Cherif, Ahel Habott e Laghall). Conservano migliaia di manoscritti medievali su pelle di gazzella o carta pregiata, alcuni risalenti al IX secolo, in arabo e in varie scritture (maura, egiziana, maghrebina): testi di teologia, diritto, storia, astronomia, medicina e matematica, spesso impreziositi da miniature. Tra i più celebri c'è un Corano detto "Buain Cafra" ("colui con l'occhio giallo") per il cerchio d'oro che lo decora, sul quale nel Novecento il cadì di Chinguetti faceva giurare i testimoni; il testo più antico è un trattato di teologia autografo di Ebi Hilal El Askeri, datato 480 dell'Egira. La biblioteca più importante è quella fondata nel XIX secolo da Sidi Ould Mohamed Habott, che conserva circa 1.400–1.500 manoscritti: erano oltre 3.000 prima che il vecchio edificio crollasse sotto il peso della sabbia. Delle oltre trenta biblioteche di inizio Novecento ne restano oggi una decina.

Negli ultimi anni diversi progetti italiani ed europei si sono occupati della loro salvaguardia. Il Comitato Biblioteche del Deserto, promosso dall'Università di Siena con la ONG Terre Solidali, la Fondazione Nahda (che riunisce i proprietari dei manoscritti) e altre università italiane, ha realizzato una sala di lettura per bambini nella scuola elementare e pubblicato il catalogo bilingue arabo–francese della biblioteca Habott (Nottetempo, 2006). Il progetto UNESCO di riunire tutte le raccolte in un'unica biblioteca moderna si è invece arenato di fronte al rifiuto delle famiglie di separarsi dai propri libri, come raccontò nel 2012 Ginevra Bompiani, tra le promotrici dell'iniziativa: un'ostilità comprensibile in un paese dove l'organizzazione per clan e caste è ancora molto forte.

Oggi la città vecchia sta letteralmente annegando sotto l'avanzata delle sabbie: molte abitazioni storiche sono sommerse e la popolazione si è spostata nella zona nuova, oltre lo uadi. Le escursioni in cammello nell'Erg Ouarane possono durare diversi giorni e arrivare fino a Ouadane o, in due settimane, a Tidjikja nel Tagant.

Erg Ouarane

Arrivando a Chinguetti lo si vede, inquietante nella sua immensità. A sud-sud-est della città si estende per circa 300 km verso il Mali, prolungamento occidentale dell'Erg Chech che nasce nel deserto algerino; è il più esteso del paese. Basta una passeggiata tra le vie sabbiose della città vecchia, o una visita ai resti di Abeur, per rendersi conto dei danni che provoca. I suoi alleati sono gli alisei continentali che soffiano soprattutto d'estate da nord-est. L'erg ospita alcune oasi nell'Adrar; oltre, non c'è più acqua.

📍 Consigli del giorno

  • Terjit al mattino presto: con la luce dell'alba e senza altri visitatori la gola è al suo meglio.
  • Mhairett: breve passeggiata lungo lo uadi tra falesie e palmeti fino alla sorgente.
  • Chinguetti: la moschea si ammira solo dall'esterno (l'ingresso è riservato ai musulmani); nella città vecchia ci sono botteghe di argento e pelle, e il tramonto dalle dune alle spalle del ksar chiude bene la giornata.

🗺 Vedi il tratto del giorno 4 sulla mappa

5Mar24 Nov

Chinguetti → Tanouchert → Guelb er Richat → Ouadane

🚗 4x4📏 220 km · 5 h⛺ Camping

📅 Programma

Dopo la prima colazione, partenza per l'oasi di Tanouchert e proseguimento verso il Guelb er Richat. Pranzo. Cena e pernottamento a Ouadane in camping.

Tanouchert

Un bellissimo palmeto inghiottito dalle sabbie dell'Erg Ouarane, a metà strada tra Chinguetti e Ouadane. È poco conosciuto perché i tour organizzati preferiscono la pista riasfaltata più a ovest, circa quaranta chilometri più lunga ma molto più veloce; i paesaggi che si attraversano passando da Tanouchert sono però decisamente più interessanti. La piccola oasi merita una visita per la sua autenticità: i nomadi della zona, tutti legati al palmeto, vi si riuniscono in estate per la guetna.

Guelb er Richat – l'Occhio dell'Africa

Ai margini orientali dell'Adrar, poco più di 20 km a nord-est di Ouadane, tra le scure montagne a ovest e le distese di ciottoli, lastre rocciose e dune del bacino di Taoudenni a est, si trova una formazione unica al mondo per forma e dimensioni. È una grande cupola circondata da anelli concentrici di falesie, leggermente ellittica, con un diametro di circa 40 km: visibile distintamente dallo spazio, è una delle poche strutture geologiche che gli astronauti della Stazione Spaziale riconoscono a colpo d'occhio, e da qui il soprannome di "Occhio dell'Africa". Da terra, invece, le basse creste non lasciano intuire la loro disposizione perfettamente concentrica, tanto che la struttura fu riconosciuta solo nel Novecento; fu il naturalista ed esploratore francese Théodore Monod a dedicarle il maggior numero di spedizioni, tra il 1934 e il 1998.

A lungo si è pensato all'impatto di un meteorite, ipotesi smentita dall'assenza di tracce di metamorfismo da impatto. Oggi il Richat è interpretato come una cupola sollevata da un'intrusione di magma nel Cretaceo (circa 94–100 milioni di anni fa) che ha deformato gli strati sedimentari sovrastanti, poi modellati dall'erosione in anelli concentrici. Le rocce vanno dal tardo Proterozoico al Paleozoico, con quarziti, rioliti, gabbri, carbonatiti e kimberliti. Il nome arabo, Qalb ar-Rīshāt, significa "cuore delle piume"; localmente è chiamato anche tagense, come la tradizionale sacca di pelle per l'acqua. All'interno sono stati rinvenuti strumenti litici del Paleolitico acheuleano, segno di una presenza umana antichissima.

Ouadane

Adagiata su una collina di roccia rossa punteggiata di palme, circa 120 km a nord-est di Chinguetti, Ouadane è probabilmente la città più suggestiva dell'Adrar. Il nome significa "due uadi", secondo la tradizione quello dei datteri e quello della scienza. Le origini sono incerte: la fondazione è tradizionalmente fissata al 1141–1147, sulle rovine di insediamenti più antichi, ma già nell'XI secolo la città prosperava lungo la rotta dell'oro trans-sahariana descritta dal geografo arabo al-Bakri. I primi riferimenti scritti sono portoghesi, della metà del XV secolo, che la descrivono come la città più importante dell'Adrar e l'unica cinta da mura. Per oltre cinquecento anni fu tappa carovaniera per il commercio di oro, sale e datteri, con più di 1.500 case.

Ouadane fu anche un grande centro di cultura: vi nacque la prima università del deserto, vi fu redatto un celebre compendio di diritto islamico e vi fu rinvenuto il più antico manoscritto mauritano, un testo di storia e geografia dell'XI secolo oggi conservato alla Biblioteca Nazionale di Nouakchott. Nelle sue biblioteche private si conservano ancora circa tremila manoscritti. Il declino iniziò nel XIX secolo per le lotte interne, lo spostamento delle rotte carovaniere, la siccità e l'avanzata del Sahara; nel 1909 la città fu occupata dai francesi. L'esodo è proseguito fino agli anni Sessanta, e solo negli ultimi decenni una parte degli abitanti è tornata.

Oggi i ruderi della città vecchia, in parte restaurati grazie alla cooperazione portoghese, restano aggrappati alla falesia sopra lo uadi e il palmeto, mentre la città nuova sorge alle spalle. La visita segue gli otto "simboli" dell'antico abitato: la rue des 40 Savants, la via che collegava le due moschee e dove vivevano quaranta sapienti; la Casa delle Armi; la moschea nuova del XIX secolo in cima alla collina; le fortificazioni; la moschea vecchia del XIV–XV secolo ai piedi della città, di cui restano alcuni archi a ferro di cavallo, un mihrab esterno e un cortile di 13 × 12 m; le case dei tre fondatori; il pozzo fortificato e le due torri che ne controllavano l'accesso. Da vedere anche la Maison de la Culture, nella parte orientale. Tra gli edifici affacciati sul palmeto è facile scorgere le procavie delle rocce che popolano il luogo.

📍 Consigli del giorno

  • Oasi di Tanouchert: sosta nel palmeto tra le dune rosse, ottima per le foto del mattino.
  • Guelb er Richat: da terra gli anelli si intuiscono solo dai rilievi; chiedi alla guida di fermarvi su un punto rialzato per leggerne la forma.
  • Ouadane: arrivo nel pomeriggio, tramonto sulla città vecchia di pietra arrampicata sulla collina.

🗺 Vedi il tratto del giorno 5 sulla mappa

6Mer25 Nov

Ouadane → Atar → Azougui UNESCO

🚗 4x4📏 360 km · 5 h🏨 Hotel

📅 Programma

Dopo la prima colazione, visita di Ouadane. Pranzo lungo il percorso. Arrivo ad Azougui. Cena e pernottamento in hotel.

Atar

Capoluogo della regione e porta d'accesso all'Adrar grazie al piccolo aeroporto, Atar fu capitale dell'emirato dell'Adrar ed è oggi il principale centro commerciale del nord. Il nome significa "strada" in soninke e "città nuova" in berbero. Più recente delle città storiche (la sua moschea risale al XVII secolo), prosperò grazie al commercio trans-sahariano come tappa obbligata per le carovane dirette a Chinguetti e Ouadane. I suoi abitanti si opposero con forza all'occupazione francese: la città cadde nel 1909, ma la regione rimase instabile fino al 1933. Nel 1960 sperò di diventare capitale della nuova repubblica, ma fu preferita Nouakchott. Quasi distrutta da un'alluvione nel 1957 e colpita di nuovo nel 1984, oggi è protetta da dighe e ospita una base militare. È famosa per i suoi ottimi datteri, i palmeti, le botteghe artigiane e il mercato, tra bancarelle di spezie e datteri: una tappa ideale per immergersi nella vita locale.

Azougui

Nell'XI secolo fu la prima capitale della dinastia almoravide, un movimento berbero sanhaja la cui influenza si estese dall'Impero del Ghana alla penisola iberica, e uno dei primi centri islamici della regione. Il sito conserva i resti della fortezza costruita da Yannu ibn Umar, la necropoli legata all'Imam al-Hadrami e incisioni rupestri risalenti al VII secolo. Nodo chiave della rotta tra Maghreb e Africa subsahariana, è iscritto nella lista provvisoria del Patrimonio mondiale UNESCO. Ancora oggi si vedono le tracce degli antichi insediamenti tra palmeti irrigati dalle falde sotterranee; il luogo emana un senso di quiete e spiritualità, accentuato dalla vastità del paesaggio.

📍 Consigli del giorno

  • Ouadane al mattino: la luce migliore per la città vecchia; nel villaggio si trovano piccole botteghe di artigianato.
  • Azougui: il custode apre su richiesta il recinto delle rovine.

🗺 Vedi il tratto del giorno 6 sulla mappa

7Gio26 Nov

Azougui → Choum → Ben Amira

🚗 4x4📏 430 km · 7 h 30⛺ Campo tendato

📅 Programma

Dopo la prima colazione, proseguimento per Ben Amira. Pranzo. Cena e pernottamento in campo tendato ai piedi del monolite.

Il treno del ferro

Lungo il percorso potremmo incontrarlo: è uno dei convogli merci più lunghi del mondo, fino a 2,5–3 km con oltre 200 vagoni carichi di minerale di ferro. Collega le miniere di Zouérat, nel nord-est, al porto di Nouadhibou sulla costa atlantica, lungo una linea di circa 700 km nel cuore del Sahara.

  • Composizione: 3 locomotive diesel in testa e fino a 4 di spinta in coda, circa 200 vagoni da 84 tonnellate.
  • Capacità: 18.000–20.000 tonnellate di minerale per viaggio.
  • Durata del viaggio: 10–16 ore, a una media di 40–50 km/h.
  • Binario: scartamento metrico, non elettrificato.

Gestito dalla SNIM (Société Nationale Industrielle et Minière), trasporta ogni anno milioni di tonnellate di minerale, una delle principali voci dell'export mauritano. È diventato anche un fenomeno sociale: nomadi e abitanti dei villaggi lungo la linea lo usano come mezzo di trasporto gratuito, salendo sui vagoni con dromedari, bagagli e merci. Per il nostro gruppo vale una regola precisa: il treno si guarda passare, ma non si usa.

Ben Amira

Il più grande monolite d'Africa e uno dei maggiori al mondo: una massa di granito che si innalza per circa 633 metri nel mezzo del deserto, resistendo da milioni di anni all'erosione. Si trova nella regione dell'Adrar, vicino al confine con il Sahara Occidentale, 4 km a nord della ferrovia all'altezza del km 395 da Nouadhibou. La sua mole si alza dal deserto in modo quasi irreale, soprattutto al tramonto, quando la luce esalta volumi e colori della parete; è anche una meta per gli appassionati di arrampicata.

A circa 20 minuti di auto verso ovest sorge un secondo monolite più piccolo, Aïsha, il monolite "femmina". Secondo la tradizione orale i due erano un tempo uniti come marito e moglie: al ritorno da un viaggio Ben Amira avrebbe scoperto il tradimento di Aïsha e, in preda alla rabbia e al dolore, si sarebbe separato da lei. Nel 1999, per celebrare il nuovo millennio, il governo mauritano invitò una dozzina di artisti di fama internazionale a trasformare la base di Aïsha in un museo a cielo aperto: le loro sculture, incise in profondità nel granito, rappresentano forme animali e astratte, e alcune combinano più massi per ottenere il loro effetto.

📍 Consigli del giorno

  • Souk di Atar: ultima occasione per frutta, datteri, pane fresco e scorte prima di due giorni di deserto.
  • Choum: sosta tè nel villaggio-stazione della ferrovia; se il treno è in arrivo vale la pena aspettarlo.
  • Al campo: non allontanarti verso nord, il confine con il Sahara Occidentale è vicino.

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8Ven27 Nov

Ben Amira → Banc d'Arguin → Iwik UNESCO

🚗 4x4📏 350 km · 5 h⛺ Camping

📅 Programma

Dopo la prima colazione, trasferimento al Parco Nazionale del Banc d'Arguin. Pranzo lungo il percorso. Cena e pernottamento a Iwik in camping.

Parco Nazionale del Banc d'Arguin

Istituito nel 1976 e Patrimonio UNESCO dal 1989, è uno dei luoghi naturalisticamente più importanti del paese e dell'Africa occidentale: circa 12.000 km² in cui il deserto incontra l'oceano, tra acque basse, isole sabbiose, lagune, banchi di marea e dune. Da Cap Timiris si estende per circa 200 km verso nord ed è uno dei siti più ricchi del continente per il birdwatching: in inverno, stagione dei migliori avvistamenti, vi sostano milioni di uccelli migratori provenienti dal Nord Europa, dalla Siberia e dalla Groenlandia, con la maggiore concentrazione sui banchi di sabbia che affiorano vicino alla costa. Sulle sue spiagge nidificano anche diverse specie di tartarughe marine, tra cui la tartaruga verde e la Caretta caretta.

L'isola più grande è Tidra, lunga circa 30 km, circondata da isolotti come Niroumi e Nair. Iwik, sulla terraferma poco più a nord, è il villaggio da cui partono le principali escursioni in barca; dal promontorio di Cap Tafarit, circa 30 km più a nord, si gode un panorama spettacolare sulle acque cristalline. A bordo di una tradizionale lanche guidata dai pescatori Imraguen si può osservare lo spettacolo dell'avifauna da una posizione privilegiata, nel pieno rispetto dell'ambiente.

Iwik e gli Imraguen

Gli Imraguen, di origine bafour poi mescolati con berberi e mauri, furono a lungo nomadi costieri: seguivano i banchi di pesce da una zona di pesca all'altra, trasportando le reti a dorso di dromedari addestrati a muoversi tra dune e fanghi. Oggi sono stanziali in pochi villaggi costieri all'interno del parco, e Iwik ne è il cuore: circa 1.500 persone portano avanti uno stile di vita secolare dedicato alla pesca.

Un tempo, battendo sull'acqua o fischiando, richiamavano i delfini che spingevano i banchi di muggini verso riva e nelle reti, un sapere ancestrale che testimonia il loro legame con il mare. Oggi i delfini li accompagnano più raramente e gli Imraguen usano un centinaio di lanches, barche a fondo piatto con vela latina perfettamente adatte ai bassifondi del Banc d'Arguin. I loro diritti esclusivi di pesca nel parco sono ancora in vigore, ma regolati da quote per proteggere l'ecosistema. Parte del pescato è consumata localmente; il resto, in particolare le uova di muggine trasformate in bottarga, è inviato a Nouadhibou e Nouakchott. Soprannominati "pescatori del deserto", sono un vero patrimonio vivente della costa mauritana.

📍 Consigli del giorno

  • Lungo la ferrovia: piccoli villaggi-stazione dove fermarsi per il tè e osservare la vita legata al treno.
  • Ingresso al Parco: il biglietto è a pagamento, tieni pronti i contanti (la guida sa dove e come).
  • Iwik: tramonto sulla baia; con la bassa marea gli stormi di fenicotteri, pellicani e limicoli si avvicinano alla riva.

🗺 Vedi il tratto del giorno 8 sulla mappa

9Sab28 Nov

Iwik → Mamghar → Tiwilit → Nouakchott

🚗 4x4 + minibus📏 180 km · 5 h🏨 Day use

📅 Programma

Dopo la colazione, partenza per il villaggio di Mamghar e proseguimento verso Tiwilit. Rientro a Nouakchott per il pranzo all'hotel Maison NCK (pranzo e 4 camere in day use da prenotare tramite la guida), poi tour della città con il mercato del pesce e le botteghe artigiane. Dopo cena, trasferimento in aeroporto per il volo di rientro.

El Mamghar (Nouamghar)

Antico villaggio di pescatori Imraguen nella regione di Dakhlet Nouadhibou, vicino a Cap Timiris, oggi nel comune di Nouamghar (dipartimento di Chami). Storicamente centro della pesca e del commercio di pesce essiccato, rappresenta un modello vivente di sostenibilità e resistenza culturale, dove l'identità nomade si è adattata all'ambiente marino senza snaturarsi.

Tiwilit

Una località incantevole, famosa per le dune dorate del Sahara che si tuffano direttamente nell'oceano, disegnando un paesaggio surreale in cui sabbia e acque calme si fondono. Parte integrante dell'ecosistema del Banc d'Arguin, è un rifugio per uccelli migratori e tartarughe marine.

Mercato del pesce di Nouakchott

Nouakchott

Circondata dal deserto a nord, est e sud e bagnata dall'Atlantico a ovest, Nouakchott era un modesto villaggio sorto attorno a una postazione militare francese di inizio Novecento. Durante l'epoca coloniale la Mauritania faceva parte dell'Africa Occidentale Francese e non aveva una capitale propria (la sede amministrativa era Saint-Louis, in Senegal): nel 1957 questa piccola città di circa 15.000 abitanti fu scelta come capitale del nuovo stato e avviata a un ambizioso programma di costruzioni. Oggi conta circa 1,4 milioni di abitanti (2023), una stima difficile perché una parte della popolazione è ancora nomade. Non possiede l'aura delle città carovaniere, ma è vivace ed è forse la capitale africana che meglio rispecchia lo spirito di un popolo nomade: sembra nata e cresciuta quasi per caso, e nelle vie del centro si incontrano ancora pastori con il tipico turbante e le loro greggi. L'asse principale è l'Avenue Abdel Nasser, che dall'aeroporto attraversa il centro.

Mercato del pesce e Port de Pêche. A una decina di minuti dal centro si trovano il mercato del pesce, uno dei più attivi dell'Africa occidentale, il porto peschereccio tradizionale e la Spiaggia dei Pescatori. Centinaia di pescatori, soprattutto wolof e fula, portano ogni giorno a riva le reti annodate a mano cariche di pesce. Il mercato è animato dall'alba al tramonto; il momento più spettacolare è il rientro delle piroghe coloratissime, che vengono tirate in secca sulla spiaggia.

Moschea Saudita. La moschea Faysal, nel cuore della città, fu costruita tra gli anni Settanta e Ottanta con fondi sauditi. I due minareti e il richiamo del muezzin sono utili punti di riferimento; il colore sabbia la fonde con la città, tanto che nelle giornate ventose sembra scomparire. Non è accessibile ai non musulmani.

Musée National. In Rue Mohamed el Habib (tel. +222 45 25 37 22), aperto lunedì–venerdì 8–18 e sabato 10–18, ingresso 50 MRU. Il piano terra è dedicato all'archeologia e all'etnologia; il piano superiore espone oggetti della vita quotidiana nomade: abitazioni tradizionali, palanchini, giochi, strumenti musicali, stoviglie e piante medicinali. Nello stesso edificio hanno sede l'Istituto Mauritano di Ricerca Scientifica, il Centro per la conservazione dei manoscritti e la Biblioteca Nazionale.

Mercati. I bazar profumati di spezie, il celebre mercato dell'argento e, a circa 18 km a est lungo la N3 in direzione Boutilimit, il mercato dei cammelli, aperto tutti i giorni e tra i più grandi del genere in Africa (non previsto dal programma, solo se avanza tempo).

📍 Consigli del giorno

  • Mamghar: si può comprare la poutargue (bottarga di muggine) direttamente dai pescatori.
  • Maison NCK: doccia e cambio prima dell'aeroporto; tieni il bagaglio pronto, non c'è una notte in hotel prima del volo.

🗺 Vedi il tratto del giorno 9 sulla mappa

10Dom29 Nov

Nouakchott → Casablanca → Italia

✈ Volo

📅 Programma

Volo notturno con scalo a Casablanca e arrivo in Italia.

📍 Consigli del giorno

  • Spendi o cambia gli ouguiya prima del controllo passaporti: fuori dalla Mauritania la valuta non si cambia.
  • A Casablanca il bagaglio di solito prosegue direttamente: conferma al check-in di Nouakchott.

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